Perché sto con Asia Argento e non credo abbia violentato nessuno

Perché sto con Asia Argento e non credo abbia violentato nessuno


La storia di Asia Argento e del presunto stupro del ragazzo di 17 anni comincia ad annoiarmi. Mi annoia chi fa finta di credere che una donna possa fare sesso con un ragazzo gonfio di ormoni e che quello rimanga scioccato dall’esperienza. Forse può anche succedere, ma non se non era più vergine, non se invece di venire dall’Oratorio delle figlie di Maria Ausiliatrice di Piemonte ha nuotato fino a quel momento in una vasca di squali come Hollywood. Ed ecco perché ne sono convinta.

Una mattina mi sono svegliata e invece di dirmi “bella, ciao!” ho esclamato “e questa chi è?”. Avevo compiuto 33 anni sei mesi prima, ma quel giorno mi sono vista improvvisamente diversa. Non ero più una ragazza. Non so se fosse una questione fisica o un clic scattato nottetempo nel mio cervello che aveva abbassato l’erogazione di ottimismo. Fatto sta che decisi di non indossare mai più una minigonna, l’unico modello di gonna che avevo portato negli ultimi vent’anni. Nei giorni successivi non mi sentivo meno felice, ho solo preso coscienza di essere entrata in una nuova fase della mia vita che non mi stava rendendo meno appetibile. Solo, avevo cominciato a esserlo per un bacino di utenza completamente nuovo, quello che mi aveva completamente ignorata alle scuole superiori: i teenager. Ero approdata nel porto dove attraccano le navi scuola e cominciavo a capire dove finivano quei ragazzi che mi piacevano tanto da adolescente, quando sparivano dalla circolazione per ore.

Cominciai a sospettarlo un paio di giorni dopo. Era estate e la sera mi trattenevo fino all’alba nei localini underground delle località turistiche dove si ballava e beveva tutta la notte. Ballare molto mi dava la sensazione di mantenermi soda e giovane, e dopo i recenti cambiamenti ne sentivo bisogno più che mai. Una di quelle notti, invece dei soliti habitué entrarono nel locale dove mi trovavo un gruppo di ragazzini di cui le cose più evidenti erano tre:
1) erano strafatti per la prima volta nella loro vita, non so di che.
2) nessuno di loro aveva raggiunto i vent’anni.
3) un paio di loro non ne avevano compiuti manco diciotto.

Ordinarono da bere e si scatenarono. Uno di loro, che sembrava il più grandino, sentiva così caldo già dopo dieci minuti che si tolse la maglietta e se la appuntò nella cinta per non perderla. Poi mi agguantò e mi costrinse a ballare con lui ai suoi ritmi dopati, roba da morire d’infarto sul posto, visto che il luogo, fra stradine contorte e strette, non era nemmeno accessibile all’ambulanza. Ma siccome aveva gli addominali di Totti decisi che il rischio si poteva correre. Okay, dopo qualche minuto mi guardavano tutti: ex fidanzati, ex amanti, corteggiatori rifiutati, amiche e avventori mai visti prima.

Saltiamo tanti passaggi noiosi. Diventò il mio amante quella sera stessa. Nel senso che veniva a trovarmi ogni fine settimana, durante i quali non parlavamo molto. Non vedevo alcun motivo per rifiutarlo: era bello, giovane, divertente è pieno di energie. Io ero single, in vacanza e non ero innamorata di nessuno, per cui non lo consideravo tempo perso. Aveva 19 anni e si muoveva in branco con i suoi amici, anche perché uno di loro, 18enne, aveva instaurato lo stesso tipo di liaison quella notte stessa con una mia vicina di casa quarantenne. Mentre loro erano con noi, gli altri circolavano per il paese in cerca di conquiste simili.

Non passò molto prima che il mio 19enne, di cui tanti anni dopo incredibilmente non riesco a ricordare più il nome, mi chiedesse di fare un’opera buona. Ovvero liberare della verginità il più piccolo della sua comitiva, che aveva appena compiuto 16 anni. Gli dissi subito che non avevo nessun intenzione di prendermi questa responsabilità, di essere ricordata da quello per il resto della sua vita. Ma soprattutto non volevo correre il rischio che si innamorasse di me, cosa che poteva assolutamente accadere per gratitudine. Né a me, né a lui è venuto in mente che fosse qualcosa di illegale. Erano maschietti, cercavano di entrare nelle biancheria di chiunque. Quando più tardi siamo andati tutti a bere insieme il piccoletto si è seduto vicino a me è ha cercato continuamente di baciarmi, di infilarmi le mani sotto i vestiti, sembrava stesse per piangere dalla disperazione. Forse il mio ragazzino gli aveva già detto del mio rifiuto e non si rassegnava. L’estate era agli sgoccioli, per cui la relazione finì senza che cedessi alla richiesta, che tra l’altro mi faceva sentire una bambola gonfiabile.

Anni dopo, il fidanzatino della figlia 12enne di una delle amiche che venivano a ballare con me, mi ha confessato che quell’estate ero stata il suo sogno erotico. Aveva 15 anni.

Da quella mattina dell’estate dei miei 33 anni sono stata corteggiata da molti adolescenti. Li ho sempre rifiutati perché più invecchio, più si aspettano che sia perversa. E soprattutto perché di quel 19enne, oltre gli addominali, ricordo il momento in cui si levava le scarpe da ginnastica e non ho più abbastanza ormoni in circolo da perdonarne gli effetti.

Ditemi voi, ora: come faccio a non credere ad Asia Argento?