Moana Pozzi, il mistero su Top Secret

Moana Pozzi, il mistero su Top Secret


In questo filmato, gentilmente concesso dall’autrice Sara Scorpati, c’è un sunto del mistero di cui è ammanta la scomparsa di Moana Pozzi e di cui si è parlato nella trasmissione Top Secret di Claudio Brachino, andata in onda l’estate scorsa su Canale 5. Per i temi trattati e le immagini, la puntata non è disponibile sul sito Mediaset ed è visibile solo qui. Buona visione.

Non era possibile prevedere quello che Moana Pozzi sarebbe diventata nell’immaginario collettivo di un’Italia ammaliata dal suo fascino ma spaventata dal suo ruolo e dalla sua vita, dalla sua immagine così peccaminosa e al contempo candida, e perciò, irresistibile. «Mi piace il peccato, mi stimola da morire», diceva lei. «Lei era una donna che in pubblico era elegante e mai discinta, sexy ma non volgare. E quindi era la donna ideale, cioè la donna che ti fa fare bella figura in pubblico, ma che però era un tigre a letto. È stato questo il segreto del suo successo», dice Debora Attanasio.

Non semplice pornodiva ma donna brillante e raffinata, ospite conteso nei salotti televisivi, è riuscita a farsi spazio fuori dai set pornografici arrivando persino alla politica col Partito dell’amore e la candidatura a sindaco di Roma nel ’93. «Il Partito dell’amore, a differenza degli altri partiti, quelli tradizionali, non ha programmi», diceva nei comizi. «Moana non si è mai pentita di essere stata una pornostar», dice Attanasio, «Però voleva dimostrare di essere anche altro. A Roma non riuscì a entrare nemmeno in minoranza e lei c’era rimasta molto male perché ci aveva investito tanto tempo, tanti soldi, e ci credeva veramente».

«Faccio l’amore per provare piacere e mi diverto, non so. E non mi sento colpevole», diceva Moana Pozzi. Spregiudicata e libera, pornostar e primadonna, Moana era nemica del pregiudizio: «Mi devo continuamente scontrare con i pregiudizi della gente, che a volte sono molto duri. Ogni cosa che facciamo siamo sempre boicottate, criticate…».

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