Unioni civili, Franco Grillini racconta la lunga storia

Unioni civili, Franco Grillini racconta la lunga storia


La legge sulle unioni civili sarà in vigore dal 5 giugno. E le più ottimistiche previsioni parlavano di settembre. Tutto l’iter è stato velocissimo, inaspettato. Eppure, la storia di questa legge ha compiuto 30 anni di cammino attraverso Pacs, Dico e altre denominazioni, un lungo viaggio con tanti protagonisti, di cui uno è indubbiamente Franco Grillini, anche detentore di un bel numero di primati. Grillini è, infatti, uno dei fondatori storici del circolo gay Cassero di Bologna, il primo leader dell’Arcigay e anche il primo deputato gay (ufficialmente riconosciuto). Forse non c’è nessuno più qualificato di lui a raccontarci questa storia a lieto fine parziale (ma in molti paesi il matrimonio gay o egualitario ha poi fatto seguito alle unioni civili) e a spiegarci perché proprio ora è andata bene, solleciti dell’Unione Europea a parte. «La legge sulle unioni civili di Monica Cirinnà ha finalmente garantito tutti i diritti pratici alle coppie omosessuali, e nuovi diritti a quelle etero», premette subito. «Ma soprattutto, ha sfondato quella cappa di piombo che impediva all’Italia la modernizzazione del Paese».

Partiamo dagli albori?
La prima proposta di legge venne presentata nel 1986 su sollecitazione mia e dell’Arcigay e dall’interparlamentare delle donne comuniste. Nel progetto di legge non venivano citate apertamente le coppie omosessuali, e solo 10 anni più tardi ho scoperto che è anche stata presentata a mia insaputa, senza esito. Quello che ha un certo valore risale invece al 1988, a opera di Agata Alma Cappiello, scomparsa nel 2006. Con Alma, che era del Psi, avevo avuto un lungo e importante colloquio durante un incontro con il suo partito e Claudio Martelli, che le affidò la proposta. Lei la presentò con la dicitura “rapporti fra persone”. La parola omosessuale qui non compare ancora, né l’espressione “dello stesso sesso”: ma nel momento in cui qualcosa non si specifica, per regola è sottintesa. Per capire i tempi, tenete conto che per questa semplice presentazione di legge papa Wojtyla si oppose all’onorevole Cappiello per due volte, durante l’Angelus. (continua a leggere su marieclaire.it)