Incontro con Laurell K Hamilton, autrice di Anita Blake

Incontro con Laurell K Hamilton, autrice di Anita Blake


Il nome di Laurell K Hamilton, autrice della saga di Anita Blake non evoca mezze misure. Per alcuni può risultare sconosciuto, per tutti gli altri corrisponde a una sorta di segreto massonico di cui pensano di essere gli unici depositari, tanto da sgranare gli occhi se viene citata da persone insospettabili. Intorno a Laurell K Hamilton aleggia anche un altro mistero – o una maledizione – su cui vale la pena interrogarsi ora che i deliri collaterali di Twilight sono rientrati nei livelli di guardia.
Hamilton, che scrive con uno stile personalissimo e vende milioni di libri in tutto il mondo, ha conquistato fama e fortuna (e ricchezza) con la saga di Anita Blake (l’ultimo volume uscito in Italia è Blood Noir, ed. Nord), un’eroina bassa, pettoruta, orfana, mezza messicana, tostissima, che di mestiere fa la risvegliante di morti, in modo che, in forma di zombie, possano testimoniare al processo del loro stesso omicidio o svelare agli eredi dove diamine è finito il testamento. Anita vive a Saint Louis, in un geniale mondo distopico in cui i vampiri hanno ottenuto il riconoscimento dei diritti civili e i licantropi sono considerati quasi degli invalidi civili. Anita, laureata in Scienze soprannaturali, collabora anche con la polizia come consulente di delitti misteriosi è ha un patentino di “giustiziera” per eliminare i vampiri che non rispettano la legge. Niente di nuovo. Visto e rivisto, potrebbe dire l’incauto profano.
Il problema è che tutto questo, la Hamilton ha iniziato a scriverlo nel 1992, aggiudicandosi da allora lodi sperticate di colleghi che le attribuiscono «la fantasia più fertile della narrativa contemporanea», del New York Times che inserisce regolarmente le sue pubblicazioni nei best seller dell’anno, e fornendo probabilmente ispirazione a tutti quei fenomeni successivi – True Blood compreso – che sono stati poi tradotti in film e serie televisive di grande successo.
(continua a leggere su marieclaire.it)